COMITATO GIGI MERONI

"E' protestare questo? A me sembra che sia semplicemente vivere. Dignitosamente. Sapersi al mondo: ecco". GIGI MERONI

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Utente: COMITATOMERONI
PIERANGELO RUBIN Nonostante fumasse 20 sigarette al giorno ha deciso di smettere. Sarebbe un Rivera dei nostri giorni. Ma non lo sapremo mai con certezza. Collabora con "Il Mattino di Padova" e la "Nuova di Venezia e Mestre". ALBERTO FACCHINETTI Il Mario Kempes della Terza Categoria. Difficile rapporto con il gol e con le donne in genere. Cronista sportivo per “La piazza”. PAOLO GARATO Il geometra. Senza rivali in tutto il triveneto. Centrocampista dai piedi buoni. Zero gol in sei anni di prima squadra. MASSIMO BERTIN Stopper di professione. Da bambino sognava di diventare un wrestler professionista e in campo si vede. DANIELE SARTO Stuolo di donne al seguito, fluidificava per gli Amatori, ora fa panca in una squadra dilettantistica. MARCO BOLDRIN Barista di giorno (Off side, via Portello Pd), portiere di notte. ANDREA MOLENA Interista così sfortunato che, bambino, nell’anno dello scudetto dei record della sua squadra teneva al Napoli di Maradona. Sorella sfiga… NICOLA BRILLO Scarsa preparazione calcistica, ma un grande merito: lo zio Ignazio è un preparatore atletico d’altri tempi. ALESSANDRO GIRALDO Rappresenta il paese più di qualsiasi altro. Ha venduto, all'angolo della strada che lo porta al bar, la sua anima per la poco religiosa trinità "sesso, droga e r'n'r".

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giovedì, 19 aprile 2007

BUON COMPLEANNO SIMPSON! di Pierangelo Rubin

Sono già passati vent’anni da quando fecero la loro prima apparizione televisiva. Era il 19 aprile 1987 e quel giorno la famiglia gialla più famosa del mondo andava in onda per la prima volta, durante una puntata del “The Tracey Ullman Show”, in una breve puntata intitolata “Good Night”. Per due anni il cartone venne trasmesso sempre nello stesso programma. Dal 1989 la Fox iniziò la prima serie e gli episodi andarono in onda ogni settimana. Il merito era di Matt Groening che aveva già mostrato al mondo le sue creature provenienti da Springfield nel fumetto “Life in Hell”. Circolano molti voci discordanti sul perché Matt abbia creato la famiglia. In una puntata speciale Troy McClure, l’attore caduto in rovina, quello che tutti dovrebbero ricordare per qualche film del passato (“Salve! Sono Troy McClure! Forse vi ricorderete di me per…”), sosteneva che Groening avesse creato Homer e il suo mondo per pagare dei debiti. Nella vita reale si dice che li abbia creati in pochissimi minuti dando loro nomi dei suoi parenti. Forse è tutto vero, forse è tutto falso, poco importa. Quello che conta è che sebbene di tempo ne sia passato loro sono sempre lì. Homer lavora ancora per la centrale nucleare di Montgomery Burns, mentre quest’ultimo continua a non ricordarsi di lui, insieme a Carl e Lenny (in un episodio si vede che Homer ha scritto sulla mano “Lenny= bianco, Carl= nero”), Bart è ancora in quarta elementare, Marge tedia sempre con le sue raccomandazioni e le sue cause strampalate (come quella di non far andare più in onda il feroce cartone Grattachecca&Fichetto), Lisa suona sempre il sassofono e Maggie continua a non parlare (tranne quando alla fine di un episodio disse “Papà”). Il mondo stereotipato, ma fino ad un certo punto, del cartone animato mostra gli USA nella loro ferocia e nella loro illusione. Le contraddizioni di un paese che continua a fare in conti soltanto con se stesso e non con il resto del mondo. Per esempio Nonno Simpson più volte ha manifestato il suo odio verso gli hippy e verso la contestazione giovanile e per questo sarà lasciato dalla moglie Mona. Però quando permetterà ad Homer di prendere la sua tessera della loggia massonica dei Tagliatori di Pietre il figlio prenderà anche la sua tessera del Partito Comunista e quella di presidente dell’Alleanza dei Gay e delle Lesbiche. Gli stessi autori sono controversi. I Simpson sono sempre stati trasmessi dalla repubblicana Fox e l’emittente è spesso nominata e arcicriticata dai Simpson stessi; ma è anche vero che quando hanno potuto i creatori della serie hanno preso in giro anche gli italiani, i francesi, gli europei dell’est, i cubani, gli australiani e l’elenco potrebbe continuare. E’ uno spaccato di vita statunitense, e come tale va accettato. Il mondo creato dai suoi disegnatori rispecchia quello reale nel quale vivono, loro ne accentuano solo gli aspetti più classici rendendoli comici. Così il Commissario Winchester è uno scansafatiche, frequentatore di prostitute; al Jet Mart lavora il solito straniero, magari asiatico, Apu; il venditore di armi, Herman, è un losco figuro guerrafondaio che tiene una bomba atomica in giardino (con Homer che sogna di cavalcarla come il capitano dell’aereo nel film “Il Dottor Stranamore…”); il direttore Skinner è il classico reduce dal Vietnam ossessionato dagli incubi della guerra; Kirk Van Houten, padre di Milhouse, non riesce a concretizzare nella propria vita il sogno americano, viene lasciato dalla moglie che inizia ad accompagnarsi a uomini più realizzati mentre lui discende in una vita fatta di fallimenti; Krusty il Clown è il tipico protagonista del Tv-business: alcolizzato, cocainomane, analfabeta, intrallazzato con la mafia e con progetti eversivi di estrema destra. E’ un universo parallelo al nostro e sempre affascinante. Spesso uomini reali incombono dalle parti di Springfield, e così gli Who, gli U2, Clinton, Kissinger, Castro, gli Smashing Pumpkins, Ringo Starr, Gorbaciov, Ron Howard, i Ramones, Mel Gibson e tantissimi altri diventano cartoni animati e interagiscono con Homer. I colpi di scena e le sorprese non mancano mai. La moglie di Ned Flanders è morta proprio come Gengive Sanguinanti Murphy, bluesman maestro di Lisa. Ma per due personaggi deceduti ce ne sono altrettanti che compaiono: la madre di Homer Mona per molto tempo creduta morta si scoprirà poi scappata dalla squallida routine quotidiana, Homer incontrerà il fratellastro Herbert e in una puntata si vedrà anche la sorellastra britannica di Homer. Le frasi alla lavagna che Bart scrive ad inizio sigla   (“Non ho visto Elvis”, “Esplosivo ad alto potenziale e scuola non sono una buon mix”, “Restituirò il cane guida al cieco”, “I trapianti di organi vanno lasciati ai medici competenti”, “Non promuovono il satanismo”,  “chiappe.com” non è il mio indirizzo E-mail”) straordinarie come i suoi scherzi telefonici al meschino barista Boe (Boe: “Bar Boe?!”, Bart:“C'è Mhor?”, Boe:“Chi?”, Bart: “Mhor Dillow”, Boe: “Aspetta un momento... Mhor Dillow! Mhor Dillow! Mhor Dillow!”), il finale sempre diverso della sigla, i "D'oh!" di Homer e le puntate speciali di Halloween sono alcune delle caratteristiche inconfondibili del  cartone che ha stravolto il modo di fare… cartoni e che ha permesso a loro di divenire il 9 Febbraio 1997 la più lunga serie animata trasmessa in prima serata. Altri hanno scopiazzato le creature di Matt, pensate ai Griffin, ignobile cazzata disumana presa in giro e ridicolizzata  anche nei Simpson; questo la dice lunga sull'impatto che ha avuto sulla società e sulla Tv la città di Springfield e i suoi abitanti. La serie più longeva, forse la più copiata, sicuramente la più amata. Grazie di tutto, grazie per le risate che mi faccio, grazie per tutta la serie di rimandi di cui sono costellati gli episodi, grazie per avermi dato un appuntamento fisso alle 14:30. Grazie Simpson e buon compleanno.  

Postato da: COMITATOMERONI a 01:29 | link | commenti (5) |
pierangelo rubin